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MUSEO
ARCHEOLOGICO |
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PALAZZO
BOMBARDIERI
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Il
Museo di Rosignano Marittimo nasce nel 1957, ad opera del Gruppo
Archeologico, per accogliere i corredi di 11 tombe rinvenute a Castiglioncello
e si amplia progressivamente con reperti provenienti dal territorio
comunale dove l'espansione edilizia e l'agricoltura meccanizzata
portavano in quegli anni alla luce consistenti resti antichi. Gli
scavi in località 5. Gaetano di Vada, condotti dallo stesso Gruppo
Archeologico, tra il 196() e il 1979, dotano il Museo del suo nucleo
più consistente. Negli stessi anni la chiusura del Museo Nazionale
di Castiglioncello, pionieristica esperienza di decentramento museale
agli inizi del secolo, accresce l'esigenza di una struttura cspositiva
che raccolga le testimonianze del territorio. Dal 1982 gli scavi
di 5. Gaetano vengono condotti dal Dipartimento di Scienze Storiche
del Mondo Antico dell'Università di Pisa che, contestualmente, inizia
la ricognizione sistematica del territorio comunale, nell'ambito
di un più vasto |
progetto
di studio dell'antico ager Pisanus e dell'ager Volaterranus
occidentale. A sud del fiume Cecina, l'intera valle, da Volterra
al marc, diviene oggetto di sistematiche indagini di superficie
a partire dal 1987, nell'ambito del cosiddetto Progetto Volterra,
promosso dalla Regione Toscana e condotto dal Dipartimento di
Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa, in collaborazione
con i Musei di Volterra e di Rosignano Marittimo. Il nuovo Museo
nasce dall'incontro di queste esperienze, cui vanno aggiunte
numerose altre ricerche condotte nella zona in primo luogo dalla
Soprintendenza Archeologica
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| della
Toscana e da altri soggetti, come luogo di divulgazione e di trasmissione
alle scuole, agli abitanti, ai visitatori in genere, dei risultati
di un'accurata e sistematica ricerca scientifica che ci consente
di delineare, nei suoi tratti essenziali, la storia di un comprensorio
geograficamente e storicamente omogeneo, di come nel corso dei secoli
si è configurato il rapporto tra l'uomo e l'ambiente, sono modificate
le forme di insediamento, si è sviluppato l'uso delle risorse. Il
Museo come racconto storico, "illustrato" dai reperti
archeologici, dalle testimonianze materiali che le diverse genti
che si sono succedute sul territorio, hanno lasciato. Ma i reperti
archeologici sono stati forzatamente disgiunti dai loro contesti
di appartenenza, talvolta distrutti, ma spesso ancora esistenti,
magari solo come traccia, nel paesaggio. Ecco allora che il Museo
vuole aprirsi al territorio circostante, costituire un invito costante
ad uscire e a visitare i luoghi, monumenti, paesaggi che non sono
'musealizzabili', ma sono i veri protagonisti della storia che ci
accingiamo a raccontare. |
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