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THE
MACCHIAIOLI |
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THE
SCHOOL OF CASTIGLIONCELLO
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| Castiglioncello
è il luogo che più ha connotato la creatività dei pittori Macchiaioli,
La scoperta del posto avvenne grazie a Diego Martelli. Tra i beni
da lui ereditati nel 1861, alla morte del padre, vi era infatti
una grande proprietà situata a Castiglioncello: oltre 800 ettari
che dalla marina del golfo si estendevano sulle colline, fino a
Nibbiaia. L'affettuosa ospitalità di Diego permise che Castiglioncello
divenisse sede di un vivace cenacolo artistico. A far considerare
questo luogo come dimora ideale per meditare su una nuova concezione
pittorica, fu la rivelazione di uno scenario di incontaminata bellezza:
la moda della villeggiatura al mare non era ancora molto diffusa
e ben poche erano le costruzioni che alteravano la natura della
costa. I Macchiaioli concorsero a seconda del temperamento di ciascuno,
a rendere quell'esperienza figurativa determinante per avviare la |
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| loro
ricerca verso una trasposizione lirica ed evocativa della natura.
Lo testimoniano i quadri di grande bellezza formale e soffusi di
mistero di Abbati, le visioni limpide e solenni di Sernesi, la luminosità
tersa dei paesaggi di Borrani, la forza compositiva dell'opera di
Fattori, meditata a Castiglioncello, nella quiete solare di una
natura incantevole che l'Ospite può ritrovare ed apprezzare ancora
oggi. Le opere eseguite a Castiglioncello si fondono su una ricerca
illuministica pacata ed evocativa, che accentua la bellezza dei
luoghi in riva al mare e suggerisce la nostalgia dell'uomo moderno
per la quiete del tempo trascorso, pur nell'incapacità di rinunciare
al progresso. Dopo la prima estate del 1861, gli ospiti si erano
avvicendati nella tenuta di Castiglioncello. Fin dal 1862 il frequentatore
più assiduo fu Giuseppe Abbati, a cui seguirono Borrani, Sernesi,
Fattori, Cabianca, Lega. Uno dei primi quadri, ispirati alla campagna
di Castiglioncello, fu un dipinto di Signorini: "Pascoli a
Castiglioncello"che presenta affinità, non solo nel nome ma
anche nelle stilistiche con quello del Borrani intitolato "Pascolo
a Castiglioncello". Nelle estati del 1864 e 1865 Abbati aveva
dato vita, con Sernesi e Borrani, ad un vero e proprio sodalizio
artistico che ebbe come risultato opere di altissima qualità, come
"Marina di Castiglioncello" di Raffaello Sernesi e una
serie squisita di dipinti eseguiti in stretta dimestichezza da Borrani
e da Abbati, come "Orto a Castiglioncello" di Borrani
e "Bimbi di Castiglioncello" di Abbati. I tre artisti,
come gli altri Macchiaioli, trovarono allora una felicità d'espressione
attenta ai passaggi trepidi della luce mediterranea, alla sonorità
dei bianchi muri assolati, all'arioso variare dei cieli, alla gamma
infinita dei verdi: dal tono azzurrato dei germogli a quello aspro
delle piante di pomodoro, al verde cupo dei lecci, al cinerino delle
tamerici. Questi sono il paesaggio e l'ambiente in cui l'ospite
si troverà immerso soggiornando in Costa Fiorita. Tra i dipinti
che meglio offrono un'idea dello scenario quotidiano fonte di ispirazione
per gli artisti si colloca "Carro Rosso a Castiglioncello"
di Odoardo Borrani. Nel 1867 anche Giovanni Fattori è a Castiglioncello.
Qui realizza uno dei quadri più noti del suo soggiorno che testimoniano
della sua amicizia con Diego Martelli, è il piccolo ritratto di
Diego seduto all'ombra degli alberi. Lontani dalla città, a Castiglioncello,
il cielo, il mare, il mondo agreste, suggeriscono a questi mirabili
artisti altre splendide opere quali "Buoi sulla spiaggia",
"Lido con Bovi al pascolo", "Veduta di Castiglioncello"
di Abbati, "Pagliai a Castiglioncello", "Scogli e
cespugli a Castiglioncello","La punta del Romito"
di Sernesi, "Raccolta del grano a Castiglioncello" di
Borrani. |
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