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Bolgheri

Bolgheri - Castagneto Carducci

Da Bolgheri in pochi chilometri, percorrendo una strada in dolce salita, si arriva al delizioso borgo di Castagneto Carducci che prende il nome dal sommo poeta che visse qui in gioventù. Con la sua cinta muraria e il suo impianto medievale, Castagneto Carducci merita una visita rilassata. Il Castello, appartenuto ai Conti della Gherardesca, è stato più volte ristrutturato ed ora ha la forma di una residenza signorile. Inoltrandosi fra le viuzze torte del borgo si incontra il seicentesco oratorio del SS. Crocefisso che conserva sull’altare maggiore un emozionante crocefisso ligneo di scuola pisana del ‘400. Gli amanti del Carducci saranno felici di sapere che Castagneto è stato nominato “Parco Letterario” nel 1995. Fra le sue testimonianze più evidenti è Palazzo Espinasse Moratti, che ospitò il poeta fino al 1849. Ma Castagneto offre anche un particolare incontro artigianale: la rinomata bottega “Arte e Moda” del Moranti da decenni cuce e confeziona su misura casentini, sahariane e abiti da caccia dall’inconfondibile eleganza con tessuti che vanno dalla seta grezza al cotone kaki, agli stupendi velluti. Abiti splendidi e altrove introvabili, richiesti dai vip di tutto il mondo (Arte e Moda di Cristea Florin, tel. 0565.763694).
Si può unire la visita a Castagneto Carducci a una mezza giornata di mare nella vicina Marina di Castagneto che, insieme con Marina di Donoratico, offre un arenile sabbioso a ridosso di una fittissima pineta. E per concludere in bellezza si può cenare al Bambolo (Il Bambolo, tel. 0565.775206) oppure risalire a Castagneto e godersi crespelle di ricotta e piccione al rosmarino nel piacevole locale del Ristorante Bagnoli (Ristorante Bagnoli, tel. 0565.763630).

Da vedere a Castagneto Carducci
Castello della Gherardesca, Propositura di San Lorenzo, Chiesa del S.S. Crocifisso, Chiesa della Madonna del Carmine, Centro Carducciano (Via Carducci, 59), Museo Archivio, Piazzale Belvedere

Oasi “Rifugio Faunistico Padule di Bolgheri”
“Marchese Mario Incisa della Rocchetta

Dov’è e come raggiungerla:
In Toscana, Comune di Castagneto Carducci (LI).
Per chi viene da Nord: uscita La California sulla variante Aurelia, si prosegue verso sud; giunti alla chiesetta di San Guido di Bolgheri, si procede ancora verso sud superando l’inizio del Viale dei Cipressi di circa 500 mt.. A dx. ingresso Oasi.
Per chi viene da Sud: uscita Donoratico Castagneto Carducci sulla variante Aurelia, si prosegue verso nord; percorsi circa 8 km., 500 mt. prima del Viale dei Cipressi a sx ingresso Oasi.
Estensione: 513 ettari
Gestione: Accordo tra la proprietà Incisa della Rocchetta e WWF Italia.
Ambiente: idem
Flora e Fauna: il litorale sabbioso ospita essenze psammofile caratteristiche (Giglio di mare, Eringio marittimo) mentre la duna costiera Ginepro coccolone, Ginepro fenicio, Pino domestico, Lentisco, Leccio; bosco igrofilo retrodunale con Frassino ossifillo, stagni stagionali più o meno estesi, prati umidi e aree coltivate.
L’Oasi offre rifugio invernale, tra gli altri, ad Alzavola, Fischione, Mestolone, Codone, Canapiglia, Germano reale, Oca selvatica (simbolo dell’Oasi), Gru, Pellegrino, Colombaccio, Colombella, Pavoncella e Piviere dorato. In primavera Pitti
ma reale, Combattente, Cavaliere d’Italia, Airone rosso, Tarabuso, Gruccione.
Nidificante Picchio rosso minore, Rampichino, Picchio verde, Ghiandaia marina, Cuculo, Usignolo. Tra i mammiferi sono presenti: Daino, Capriolo, Cinghiale, Istrice, Tasso, Coniglio selvatico, Lepre. Tra i rettili: Tartaruga palustre, Biscia dal collare, Vipera, Ramarro.
Strutture: Percorso di visita con 6 osservatori ed una torre di avvistamento. Sentiero natura per le scuole con due osservatori.
Visite e numeri utili: aperta dal 15 OTTOBRE al 31 MAGGIO. Orario di visita:9,00-12,00 14,00-16,30. Visite OGNI VENERDI’ e SABATO. Comitive e scolaresche il MARTEDI’. Le visite sono guidate. Si richiede la massima puntualità.
E’ obbligatoria la prenotazione presso la Sezione WWF Piombino – Val di Cornia
Tel/fax 0565-224361 e-mail: wwfpiomb@tin.it

L’Oasi di Bolgheri.

Fulco Pratesi, presidente del WWF italiano, nel 1984 scrisse, "In principio ci fu Bolgheri. Poi venne il WWF italiano".
Nel 1959 Mario Incisa della Rocchetta decise di trasformare 60 ettari di palude, ed i 453 ettari di pascoli e campi coltivi che li circondano nella prima oasi privata italiana. Nel 1966 divenne, con l’Oasi di Burano, la prima oasi italiana. Lo stesso anno, il marchese Incisa, con Fulco Pratesi, fondò il WWF italiano.

Inquadramento geografico e caratteristiche ambientali.
Il Rifugio Faunistico di Bolgheri, inserito nel Sistema delle Oasi del WWF Italia, è collocato tra la ferrovia tirrenica ed il mare, e si estende per circa 513 ettari interamente compresi nel territorio del Comune di Castagneto Carducci. Mantiene l'aspetto originario della costa maremmana con alternanza di coltivi e siepi alberate a cui seguono prati allagati durante la stagione invernale; a questi succedono gli stagni ad acqua dolce contornati da bosco allagato a Frassino ossifilo (Fraxinus angustifolia), che attribuiscono assoluta unicità a questo ambiente
Il bosco costiero dunale separa gli stagni dalla spiaggia naturale, di straordinaria bellezza, dove dominano specie pioniere quali il Giglio di mare (Pancratium maritimum), Eringio marittimo (Eryngium maritimum) e Ruchetta delle sabbie (Cakile maritima).

Presenze faunistiche
Il Rifugio Faunistico di Bolgheri è stato tra le prime zone umide italiane a fregiarsi del riconoscimento di "zona Ramsar" (nel 1977) proprio per la sua peculiarità di garantire a numerosissime specie di uccelli acquatici la presenza di ambienti idonei alla sosta invernale ed al transito primaverile.
Straordinari gli stormi di anatre di superficie presenti in inverno: Germano reale, Alzavola, Fischione, Canapiglia, Codone, Mestolone, a cui in primavera si aggregano le Mazaiole. In inverno domina numericamente la Pavoncella, con contingenti fino a 1.800 individui, a cui si aggrega il raro Piviere dorato. Numerosi anche i Beccaccini.
In primavera l'Oasi registra il transito di numerose specie di uccelli trampolieri: la Pittima reale, il Combattente, il Totano moro, la Pettegola, il Piro-piro boschereccio, il Cavaliere d'Italia e l'Avocetta sono tra i più frequenti. Anche l'Airone rosso, il Tarabuso, il Tarabusino transitano in primavera sugli stagni dell'Oasi.
Tra i migratori primaverili da segnalare il Rigogolo, la Ghiandaia marina, nidificante dal 1999, il Cannareccione, la Rondine, il Topino. Nel bosco allagato nidificano il Picchio rosso minore, vera rarità dell'Oasi, il Torcicollo ed il Rampichino

 
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